Nel 2010 viaggi d'affari in crescita, ma all'insegna del risparmio (fonte Convegni.it)
Dopo la crisi crescita del 15% con più attenzione ai costi, come evidenzia una ricerca di Avis
Avis, leader in Italia per l’autonoleggio, ha condotto una ricerca in cui si sottolinea, nonostante l’impatto sulle spese del periodo di crisi, alcuni tendenze dei viaggi di lavoro nei prossimi dodici mesi. Tra i paesi osservati, l’Italia è tra quelli in cui la recessione ha avuto un impatto solo temporaneo sull’atteggiamento dei consumatori, davvero limitato sul lungo periodo.
Infatti, il 38% degli italiani ha rivelato di non aver cambiato il proprio attegiamento a causa dello scenario economico, il 53% ha spiegato che le abitudini sono cambiate, ma torneranno alla fase pre-crisi non appena l’economia risalirà. Invece, solo il 9% ha usufruito di meno viaggi di lavoro nel 2009, il 3% ha invertito per sempre la tendenza di spesa precedente. Preferite da molti le razionalizzazioni delle spese.
Il 78% ha dichiarato che proverà ad incastrare più incontri possibili in un unico spostamento, mentre il 15% ha spiegato di aver già inserito più appuntamenti di lavoro per massimizzare il valore del viaggio.
Quest’ultima percentuale è la seconda più alta tra i Paesi presi in considerazione e indica il bisogno di giustificare le spese di business.
Per il 2010, si può ipotizzare quindi che i viaggi di lavoro avranno un incremento intorno al 15% rispetto all’anno passato: dato a lungo termine che dimostra fiducia nel futuro.
“Sono finiti i giorni in cui il viaggio di lavoro era sinonimo di lusso e pausa dall’ufficio a caro prezzo” ha spiegato Roberto Lucchini, amministratore delegato di Avis Italia. “Il 2010 segna l’era del “viaggio giustificato”, dove andranno motivati non solo il tempo speso per l’organizzazione e partecipazione, ma anche l’investimento richiesto per finanziare il viaggio. La nostra ricerca indica che le restrizioni iniziali ai viaggi sono state rimpiazzate da una prospettiva più realistica: il valore del contatto fisico non dovrebbe e non può essere sottostimato”.


